Iller Incerti
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Curriculum
La validazione del lavoro avviene fin da subito, infatti dopo alcune mostre itineranti “Avamposti” curate da Marisa Vescovo, la prima esposizione importante avviene sotto l’egida di Achille Bonito Oliva che lo accosta alla pop art e al fumetto nella mostra del 1989 “Artoon l’influenza del fumetto nelle arti visive del XX secolo”presso il Palazzo della Civiltà e del Lavoro a Roma. Nel catalogo della mostra il critico salernitano a proposito di Incerti scrive: “L’artista adopera come segni del proprio paesaggio antropologico i simulacri bassi provenienti dai mass media, come lacerti di cultura orale e popolare, destinati all’obsolescenza ed all’oblio; l’artista recupera elabora e consegna a futura memoria ciò che invece andrebbe perduto(…) “Da allora le esposizioni ufficiali in musei, fondazioni, mostre personali, pubbliche e private sono arrivate ad oltre 300 ed il mercato del collezionismo dal Giappone, al Canada, al Sud America, fa a gara per accaparrarsi i suoi “pezzi” che sono presenti al New Orleans Museum of Art, all’Art Museum di Baltimora e al Musée d’Art Contemporain di Montreal. Io, come Critico d’arte ho seguito la sua produzione di questi ultimi dieci anni che è transitata da immagini montate come scatole luminose (lightbox) a videoart salvati su chiavette USB ad interni con accostamenti sprezzanti, ma pur sempre lirici ed evocativi.
Infatti Incerti è un ricercatore, un grafico,un tecnico analista di laboratorio, un colorista, un filosofo della vita, che non ha mai smesso di interrogarsi sul significato dell’Arte, specie della propria e sul suo lirismo. Dopo aver fatto sedimentare per anni, negli archivi della sua memoria, un numero spropositato di immagini che lavora con la minuzia di un certosino amanuense, pochissime passano il vaglio della sua rigorosissima censura, le più finiscono nella voragine di Chàos. Attualmente, proprio come nella Teogonia di Esiodo, i suoi lavori sono dedicati a Gaia, alla nostra amata Madre Terra, che prende vita in composizioni astratte, in immagini viste al microscopio, ben consapevole che l’opera non è ciò che rappresenta ma l’emozione che ci comunica. Seguono lo stesso soggetto paesaggi dai colori alterati; video con animali reiterati che vanno in estinzione; visioni catastrofiche di tornado ed inondazioni “virati” al negativo con toni fluo e, di recente, personaggi tratti dagli ambiti più disparati con la mascherina-bavaglio che li omologa spersonalizzandoli. Inutile dire che il messaggio urlato da Iller Incerti, sovrascritto e sottolineato sulle immagini è la Vita che si dipana nei suoi fotogrammi visibili ed invisibili, ironici e tristi, figurativi e astratti, storici e contemporanei, lirici e spirituali.
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